• Era poi come Pokemon Go: ai miei tempi, Imolozzo

    Imolozzo, Imola, Pokemon Go



    Non era così diverso da Pokemon Go: tutti a cercare Imolozzo per le vie del centro di Imola. O almeno, io mi ricordo così.

    Mi scrive mio fratello:

    Ho spiegato a mamma cosa è Pokemon Go, se no ieri sera lei e il vicino chiamavano la polizia pensando fossero ladri che mappavano le case.

    Peccato, me lo ricordavo più incazzoso il vicino.

    Dal bus vedo precipitarsi con lo smartphone in faccia due ragazzette in una zona di Bologna che più degradata non si può, dall’altro lato della strada individuo per la prima volta in vita mia due kawaii giappominkia.
    Se non ricordo male quando arrivavano i Pokemon in Italia davo già qualche tiro di sigaretta. Avrò cominciato presto…

    In sostanza ne ho già i maroni pieni, non dei ragazzi, non dei pupazzetti -che termine agée- ma degli articoli sulle straordinarie potenzialità di ‘sti bagagli, o meglio, su quanto si possano spremere a dovere i polli che li seguono.
    Che poi ho capito che se dici a tutti: hey, venite da me che ce n’è per tutti! rischi che ti insultino ovunque perché in realtà c’hai un solo un Pokemon niente di che…

    E’ proprio come avere 10 doppioni della stessa figurina, non ci fai niente, ci arrivi da solo che non vale niente visto che non puoi offrire nessuna esperienza aggiuntiva all’assuefazione del cacciatore di massa in cerca di esclusività. (Un contributo interessante in merito, lo dà Simone Bennati con Febbre da Pokemon Go? No, semplice mancanza di gratifiche).

    E allora sarà una banalità sì, ma sta cosa qui di girare per acchiappare tira sempre, su questo non ci piove: leggo testimonianze di professionisti che invitano gli utenti a entrare in agenzia per acchiappare prede e addirittura che grazie a questa iniziativa alcuni centri cittadini si stanno “rianimando”. Compresa la zona tristemente degradata che ho attraversato col bus e l’incomprensibilmente sempre vuoto centro della mia città natale, Imola (Bo).

    La realtà aumentata del ricordo: anni ’90, una città di provincia e la caccia a un personaggio.

    Nel 1992 ad esempio partecipai con infinito entusiasmo alla raccolta di figurine Imolozzo: sostanzialmente si trattava di entrare nei negozi del centro di Imola e richiedere ad ogni esercente la figurina per completare l’album.
    Il personaggio Imolozzo Sforza (di cui non si sa più nulla ahimè, poche immagini, pochi dati certi e un ricordo vaghissimo…) era ritratto intento a presentare le attività commerciali del centro: leggenda dice che le stesse fossero terrorizzate dall’eventuale emorragia di clienti che l’apertura di un grande centro commerciale stava causando.

    Imolozzo

    Imolozzo all’ Ottica Ferlini

    Ogni negozio aveva infatti la sua pagina promozionale e descrittiva all’interno di un album recapitato a tutti i residenti: in pratica una versione simpatica di Tuttocittà.

    L’Imolozzo mania durò l’intera stagione invernale: il tempo di inquadrare le tecniche per ricevere senza dare.
    E’ chiaro che infatti che i più interessati alla raccolta fossero proprio i bambini: terminare l’album era un’ovvia questione di principio ma non tutte le figurine erano realmente così accessibili.
    Ad esempio quella del fornaio non poteva certamente avere lo stesso valore di quella del negozio di abiti da cerimonia.
    Così come non tutti i commessi avevano la stessa voglia di assecondare le richieste sempre più pressanti di figurine.

    C’erano quelli che le lasciavano sul bancone e quelli che le cedevano solo dopo un acquisto: quelli che le avevano finite e quelli che te ne davano 10 tutte uguali, così finisce prima che non vi sopporto più.
    Non ricordo se all’epoca partecipasse anche una qualche agenzia funebre, ma sicuramente quella sarebbe stata la figurina più preziosa in assoluto.

    Sostanzialmente tutto il lavoro di valorizzazione e riscoperta del capitale umano e sociale della città si era ridotto a:

    “Posso aiutarla?”
    “Imolozzo!”

    E infatti il centro di Imola poi è morto. O almeno, su internet ho letto così.

    Pokemon? GO! Away!
    Imolese, imoloide, Imolozzo?
    Commenta, condividi il tuo ricordo!

    #TheGustiBus
    se condividi lo gustano tutti.

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    Sonia Calamiello

    Appassionata di comunicazione, curiosa sempre, con una leggera tendenza alla tuttologia. Vendo parole, ma il blog è gratis per tutti.

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